Personaggi dell' Odissea

Òmeros, nell’antico greco vuol dire “ostaggio”.

Come tutti i cantori della tradizione orale, Omèro era ostaggioio della memoria: memorare significava narrare. Da quell’affabulazione fatta di voce, rome, pause e ritmica sapiente, miti e avventure sono arrivati fino a noi, in forma di poema.

In forma di scultura sono qui presentati alcuni personaggi dell’Odissea.

Sculture che l’autore definisce “sedute” per evocare quella posizione di riposo che per secoli ha favorito la trasmissione orale della tradizione.

Ecco Ulisse tornato dal mare ha il corpo di un timone sottile come l’astuzia e si regge su quell’arco che vendicherà dall’oltraggio la sua reggia; Penelope appare con un trono con funzione di telaio nel quale è imbastito il telo mai finito;

i Proci principi inarcati e spavaldi, pretendenti in fila compongono una panca;  Il ciclope Polifemo nella vulnerabilità del suo unico occhio accecato è accostato a una ipotetica compagna che gli fa da guida; la sirena non ha voce, ma seduce con il suo corpo di pesce sgargiante e si offre in posa “sdraiata”.

 

 

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